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Soft Skills: caratteristiche essenziali per affrontare la rivoluzione digitale e non solo

le soft skills decisive durante la rivoluzione digitale

Cosa sono le soft skills? Queste competenze “intangibili” sono richiestissime dalle aziende e sono sempre inserite negli annunci di lavoro. Esse spaziano dalla capacità di lavorare in un team, doti comunicative e di ascolto, flessibilità, leadership ed intelligenza emotiva. Si tratta quindi di aspetti relativi alla sfera della personalità e delle qualità nelle relazioni che rendono l’ambiente di lavoro più positivo, produttivo e piacevole. Lavorare con una persona motivata, capace di prendersi le proprie responsabilità sia all’interno di un team sia durante il lavoro autonomo, dotata di proattività e capacità di gestire situazioni di stress rappresenta un’opportunità per l’azienda intera.

Quali sono quindi le soft skills più richieste

 

Capacità di comunicare efficacemente

Essere in grado di esprimersi chiaramente con colleghi, clienti, fornitori e soci è sicuramente la soft skills più importante all’interno di un ufficio. Fa risparmiare tempo, rende gli obiettivi chiari e quindi raggiungibili più facilmente, evita confusioni e alza il mood tra gli interlocutori. Ma comunicare efficacemente significa anche ascoltare l’altro e mostrare empatia. Un buon comunicatore sa negoziare, parlare in pubblico, ha un curato linguaggio del corpo: doti trasversali preziosi in qualunque ambiente lavorativo.

 

Capacità di lavorare in team

È una delle soft skills più richieste. D’altronde è necessaria se si lavora in un ufficio, più o meno strutturato che sia. Quando lavoriamo, dobbiamo confrontarci e collaborare in continuazione l’uno con l’altro. Saper accettare critiche, dividersi il lavoro in modo equo e senza approfittarsi degli altri, essere propositivi e collaborativi, riconoscere il proprio ruolo, essere pazienti e positivi: ecco le caratteristiche di un buon compagno di lavoro.

 

Leadership

Dopo aver parlato di lavoro di squadra non si può menzionare anche la dote di leadership. Saper guidare gli altri e assumersi le proprie responsabilità sono caratteristiche che servono a tutti, non solo ai manager. Essere un buon leader significa essere in grado di delegare, risolvere eventuali conflitti all’interno del team in modo imparziale, aiutare e stimolare i propri colleghi.

 

Pensiero critico

Le imprese cercano persone che siano in grado di analizzare e interpretare le situazioni in modo ottimale per prendere delle decisioni ben ponderate in merito. Curiosità, capacità di osservazione e problem solving si traducono in azioni in grado di apportare significativi miglioramenti all’interno della propria azienda. Chi ha un buon pensiero critico saprà intervenire in modo proficuo, proponendo un punto di vista innovativo e apportando valore davanti a sfide aziendali.

 

Positività

Un collega sorridente, calmo, in grado di gestire stress emotivi e che ama il proprio lavoro può rappresentare una differenza cruciale all’interno dell’azienda. Motiva il resto dell’organico e rende più piacevole l’ambiente in cui si lavora. Questo non vuol dire che l’ufficio diventa un salotto: la produttività non deve scendere ma salire, proprio perché si è più motivati e contenti di quello che si sta facendo. Spesso nel nostro paese è diventata la norma essere scontenti di quello che si fa e percepirlo come la normalità. Niente di più sbagliato.

Tutt’altro: un lavoratore che si lamenta di continuo non può che rappresentare un danno all’umore e alla produttività aziendale.

 

Quindi, come possono le soft skills rappresentare un fattore decisivo durante la rivoluzione digitale?

La rivoluzione digitale impone a tutti i professionisti un aggiornamento costante delle proprie capacità tecniche. Con ritmo sempre più ristretto i linguaggi informatici cambiano, si aggiornano, e ne escono di nuovi. Un software può diventare velocemente obsoleto, o essere rimpiazzato da un competitor più innovativo.

Per questo motivo, valutare un candidato unicamente sulle hard skills può essere un errore.

Questo perché nel giro di qualche anno quello specifico linguaggio potrebbe cambiare, diventare obsoleto, e il professionista dovrà quindi aggiornarsi.

È qui che entrano in gioco le soft skills: se è una persona positiva e motivata, non avrà problemi ad aggiornarsi, anzi ne sarà entusiasta. Se invece si tratta di una persona che non accetta critiche e che non riesce ad analizzare efficacemente le situazioni, diventerà presto una zavorra per l’impresa.

Nel lungo termine, le soft skills pagano molto di più, specialmente di fronte a cambiamenti repentini di tecnologie e situazioni lavorative.